Tom Souville e La Buse: corsaro e pirata nato a Calais
Sapevate che Calais è la città natale di un eroico corsaro, Tom Souville, e di un temuto pirata, La Buse? Uno servì il suo Paese con coraggio, l'altro scelse la via della pirateria. Entrambi raccontano, ognuno a modo suo, la storia di un porto votato all'avventura, all'epopea navale e ai misteri del mare.
Corsaro o pirata: qual è la differenza?
Il corsaro agisce per conto di uno Stato, munito di una lettera di marca che lo autorizza ad attaccare le navi nemiche. Le sue prede sono legali e condivise con la corona. Il pirata, invece, agisce al di fuori della legge, per il proprio profitto, e vive di saccheggi e contrabbando. A Calais, questa distinzione è essenziale per capire perché Tom Souville sia onorato come un eroe locale, mentre La Buse alimenta ancora la leggenda del tesoro nascosto.
Tom Souville, il leggendario corsaro di Calais
Nato nel 1777, Antoine Thomas Souville incarna il coraggio e la lealtà verso il suo paese. Soprannominato Capitano Tom, iniziò come mozzo a 11 anni, per poi diventare corsaro a 16. Dall'età di 18 anni, attaccò coraggiosamente le navi inglesi. Spesso catturato, fu imprigionato sui pontoni, le prigioni galleggianti inglesi. Ma ogni volta riuscì a fuggire e tornò in mare. Divenuto comandante della flottiglia corsara, partecipò ai preparativi per il campo di Boulogne, con cui Napoleone pianificò di invadere l'Inghilterra. Dopo il 1815, continuò la sua carriera come capitano delle navi da carico Calais-Dover, antesignane dei moderni traghetti.
Nel 1819 diede avvio alla costruzione della prima scialuppa di salvataggio a Calais, diventando così un pioniere della sicurezza marittima.
©Nohcab Tom Souville, morto nel 1839, è sepolto nel Cimitero di Calais Nord. Insignito della Legion d'Onore e dell'Ordine di San Luigi, rimane una figura emblematica della città. Ancora oggi Calais gli rende omaggio: Di fronte al porto si erge una scultura di Arnaud Kasper;una base nautica porta il suo nome e laL'associazione Amici del monumento a Tom Souville ne mantiene viva la memoria.
Nel 2025, il giornalista e storico locale Hervé Deguines ha pubblicato Tom Souville, l'incoronazione e il cuore, ripercorrendo la sua straordinaria vita.
La Buse, il temuto pirata... e il suo misterioso tesoro
Un secolo prima, il 5 novembre 1695, Olivier Levasseur era nato a Calais. Battezzato nella chiesa di Notre-Dame, iniziò la sua carriera come corsaro al servizio di Luigi XIV, prima di dedicarsi alla pirateria. Soprannominato La Poiana per la velocità dei suoi attacchi, operò nei Caraibi e poi nell'Oceano Indiano. Nel 1721, compì uno dei più grandi colpi di pirateria catturando la Nossa Senhora do Cabo, soprannominata la Vergine del Capo, carica di oro e diamanti: un bottino leggendario.
Catturato nel 1730 sull'isola della Riunione, La Buse fu impiccato pubblicamente. Secondo la leggenda, lanciò un crittogramma alla folla, gridando: "Il mio tesoro, chi può prenderlo!". Da allora, cacciatori e appassionati hanno sognato di ritrovare questo tesoro perduto...
©Nohcab La Buse rimane un pirata presente nella cultura contemporanea che ha ispirato molti autori e creatori:
- J.-MG Le Clézio in La cercatrice d'oro,
- due fumetti di Jean-Yves Delitte, autore specializzato in storia marittima
- il videogioco Assassin's Creed: Pirates,
- il manga One Piece, il cui eroe Gol D. Roger ricorda il suo destino.
Nel 2025, Cyrille Lougnon ha ricevuto il Grand Prix dell'Académie de Marine per la sua opera Olivier Levasseur detto La Buse.
Calais, porto di storie e leggende
Da Tom Souville, eroico corsaro, a La Buse, temuto pirata, Calais ha dato vita a due storie contrastanti ma ugualmente affascinanti. Uno ha servito il suo Paese lealmente, l'altro ha scelto la libertà come fuorilegge. Insieme, incarnano la ricca storia marittima di Calais.
Calais è anche una posizione strategica che ha saputo reinventarsi attorno alla sua identità portuale. Dal Forte Risban (dove un tempo sorgeva la Torre di Lancaster) al porto XXL dei nostri giorni, la città continua a coltivare il suo legame con il mare.
Immergiti nell'identità marittima
©Nohcab