Set di coltelli diversi realizzati da Franck Ackermann ©©Franck Ackermann

Franck Ackermann e il coltello di Calais

Attraverso il Couteau Calaisien, un artigiano rende omaggio alla sua città natale, tra passione, tradizione e innovazione. Dalle incisioni realizzate a mano al riconoscimento da parte di grandi chef, scopri l'affascinante viaggio di un designer locale i cui coltelli unici incarnano la raffinatezza delle stoviglie e la tradizione di Calais.

Chi c'è dietro il creatore del coltello Calaisien?

Sono nato negli anni '70 da padre originario di Calais e madre tedesca. Fin da piccolo ho sempre amato l'artigianato. Ero appassionato di fai da te e il mio sogno d'infanzia era frequentare la scuola alberghiera di Le Touquet e intraprendere una carriera nel mondo della gastronomia.
Ma la vita mi ha portato a seguire un'altra strada, con una carriera professionale piuttosto variegata. Fu nel 2015, durante un periodo di disoccupazione, che tutto cambiò. Poi ho iniziato a incidere il metallo, l'ottone e il bronzo, solo per divertimento. E un giorno, un amico mi lanciò una sfida che avrebbe cambiato tutto: "Sai costruire un coltello?" Ho iniziato senza alcuna formazione, solo con la mia curiosità e la mia voglia di imparare. Fu una rivelazione. Ho imparato da sola, ho perfezionato le mie tecniche e, molto rapidamente, le posate sono diventate una vera passione."

Ritratto di Franck Ackermann con un maglione alla marinara mentre costruisce un coltello. ©©Franck Ackermann

Perché hai deciso di iniziare a produrre coltelli?

“Le posate sono entrate nella mia vita un po' per caso, ma sono diventate una vera e propria risposta a una frustrazione di vecchia data: non aver mai potuto lavorare nel settore alberghiero o della ristorazione, che ammiro profondamente.
Grazie a questa professione di artigiano coltellinaio, ho potuto riprendere contatto con questo mondo raffinato, quello dell'arte della tavola, della gastronomia, della precisione. Mia madre tedesca ammirava profondamente la tavola francese: le belle posate, le tovaglie ben stirate, i piatti ben apparecchiati. A casa, il pasto era un momento prezioso e questa cultura della tavola ha avuto un profondo impatto su di me.
Oggi, attraverso i miei coltelli artigianali, rendo omaggio a questa eleganza, a questa raffinatezza, creando pezzi unici, lavorati con passione."

Foto in bianco e nero che mostra un coltello mentre viene affilato su una smerigliatrice. © ©Franck Ackermann
Ritratto in bianco e nero di Franck Ackermann mentre affila un coltello sulla sua affilatrice. © ©Franck Ackermann

Cosa rende unici i tuoi coltelli?

"Volevo creare coltelli che raccontassero una storia, non semplici oggetti utilitaristici. Le mie creazioni sono diverse perché si allontanano dagli standard spesso maschili, spigolosi o aggressivi tipici della coltelleria tradizionale.
Fin dai primi prototipi ho scelto forme più morbide e rotonde, ispirate al mare. Il mio primo modello assomigliava a un piccolo pesce. Questa ispirazione marina è ancora oggi presente nelle linee e nelle curve dei miei coltelli.
Oltre alla forma, ogni coltello è interamente realizzato a mano, in modo artigianale, con grande attenzione ai dettagli e alla qualità dei materiali. Si tratta di un vero e proprio lavoro artigianale, di un know-how locale che si inserisce in una tradizione di eccellenza artigianale.”

Ritratto di Franck Ackermann nel suo laboratorio mentre lavora alla creazione di un coltello

Quanto tempo ci vuole per realizzare un coltello fatto a mano?

All'inizio impiegavo dalle 15 alle 18 ore per realizzare un singolo coltello, dalla progettazione alla finitura. Sono diventato gradualmente più efficiente, mantenendo standard elevati. Oggi lavoro in serie con più pezzi, il che mi consente di ottimizzare fasi come i tempi di asciugatura.
Pur continuando a svolgere la mia attività professionale principale, produco circa trenta coltelli al mese. Ogni pezzo è unico, realizzato a mano nel mio laboratorio con passione. È un lavoro meticoloso, ma è anche questo che lo rende prezioso.

Quali reazioni provocano i tuoi coltelli?

Inizialmente, i miei coltelli piacevano principalmente a una cerchia ristretta: collezionisti, appassionati di artigianato e, naturalmente, gli abitanti di Calais, molto legati alla loro città. Vedevano il coltello di Calais come un oggetto simbolico, un pezzo della loro storia da portare con sé o da regalare.
Nel maggio 2021 avviene una svolta importante: lo chef stellato Christophe Dufossé, originario di Calais, decide di darmi fiducia. Mi ordinò coltelli da tavola e coltelli da burro per il suo ristorante gourmet al castello di Beaulieu.
Da allora, altri locali prestigiosi si sono rivolti a me, come il 49R di Lille. Oggi i miei coltelli viaggiano ben oltre la Costa d'Opale: si trovano in tutta la Francia, ma anche a livello internazionale, in Canada, negli Stati Uniti, in Germania e in Grecia.
È un grande motivo di orgoglio vedere una creazione artigianale di Calais brillare a questo livello."

Foto in bianco e nero che mostra la realizzazione della lama di un coltello ©©Franck Ackermann

Quale incontro ha avuto il maggiore impatto sulla tua carriera?

Credo che ogni incontro sia memorabile. C'è sempre un'emozione speciale quando qualcuno scopre il mio lavoro, quando capisce la storia e l'amore che metto in ogni coltello. Vedere le stelle nei loro occhi, i loro sorrisi commoventi, vale tutti i premi. È un riconoscimento prezioso per un artigiano.

Quale ricordo o ordine ti ha particolarmente colpito?

Set di coltelli diversi realizzati da Franck Ackermann

“Ce ne sono diverse, ma una mi ha davvero toccato. Un cliente mi ha contattato per raccontarmi di sua madre, merlettaia di professione. Si era sposata con un abito in pizzo di Calais, disegnato da suo padre. Lui mi ha affidato un pezzo del corpetto di quell'abito perché potessi creare quattro coltelli unici.
Per la prima volta ho lavorato con pizzo bianco su sfondo nero. Questo ordine non era solo un oggetto: era un ricordo di famiglia, una trasmissione, un omaggio. È in questi momenti che il mio lavoro assume il suo pieno significato. Il coltello diventa allora un legame tra passato e presente, tra emozione e creazione."