3 artisti del Calais Street-Art Festival 2026
Per la sesta edizione del Calais Street Art Festival, i muri della città si trasformano grazie a nuovi mondi artistici, donando nuova vita allo spazio pubblico. Abbiamo incontrato Shozy, Vinie e Rémi Tournier, tre artisti con background e sensibilità unici, per scoprire il loro approccio, le loro ispirazioni e le opere che creano a Calais.
Artista internazionale: Shozy dalla Russia
"Mi piace mostrare alle persone un altro modo di guardare il mondo."
Muralista originario di Mosca, Shozy È riconosciuto a livello internazionale per i suoi monumentali murales trompe-l'œil. Attraverso le sue opere, gioca con le linee degli edifici, i volumi e le illusioni ottiche per offrire una nuova interpretazione dello spazio urbano.
Come è nato questo mondo di trompe-l'œil?
Mi occupo principalmente di architettura. Mi piace trasformare gli edifici, evolvendo una forma fisica in qualcosa di più astratto. Il mio obiettivo è mostrare alle persone una prospettiva diversa sull'ambiente circostante e sul mondo che le circonda. Mi piace creare sorpresa, alterare la loro percezione di un luogo familiare e ispirarli a guardare le cose in modo diverso.
Sei noto per la creazione di murales di grandi dimensioni. Perché formati così imponenti?
La street art è innanzitutto una forma d'arte pubblica, pensata per tutti, anche per chi non è necessariamente interessato all'arte. Un grande murale può attirare l'attenzione e magari mostrare che esistono altri modi di percepire l'ambiente che ci circonda. Apprezzo i grandi formati anche perché sono più potenti e d'impatto. Per me, il muro è il mezzo più naturale: a differenza di una tela, creata appositamente per ospitare un'opera d'arte, un muro esiste già. Fa parte della storia di un luogo e dobbiamo interagire con esso.
©Stéphane Ribeiro Da Ascencao
©Stéphane Ribeiro Da Ascencao Come hai immaginato il tuo murale realizzato presso il liceo Coubertin di Calais?
Ho esteso le finestre esistenti per creare una forma impossibile, come se l'edificio si trasformasse davanti agli occhi dell'osservatore. Il murale raffigura una grande apertura nella parte superiore della facciata, traforata da una forma astratta rosa. Questa forma è emersa direttamente dalle linee architettoniche dell'edificio: inizialmente, era semplicemente una griglia tra diversi pannelli. Gradualmente, si è trasformata in una creazione astratta. Tutto è iniziato dalla forma preesistente dell'edificio.
Che effetto spera di avere sui residenti e sui visitatori che scopriranno quest'opera?
Preferisco lasciare che ognuno si formi la propria interpretazione. Ognuno può vedere qualcosa di diverso, ed è questo che rende l'arte interessante. Spero semplicemente che questo murale susciti emozioni positive e un sorriso in chi lo scoprirà.
L'universo poetico e colorato di Vinie
'Il mio carattere mi permette di raccontare storie e di creare un legame con la gente del posto'
Vinie, artista francese originaria di Tolosa, sviluppa un universo colorato e poetico ispirato alla cultura dei graffiti. Il suo personaggio femminile, diventato il suo segno distintivo, appare sui muri della città per trasmettere messaggi positivi e creare un legame con gli abitanti.
Il tuo personaggio femminile è diventato il tuo marchio di fabbrica. Quale storia racconta?
Questo personaggio è nato quando sono arrivata a Parigi. Prima dipingevo principalmente per la comunità dei graffitari, ma volevo raggiungere un pubblico più ampio: bambini, residenti, passanti. Mi permette di raccontare storie e creare un legame con le persone che scoprono il mio lavoro. Non essendo realistica, è universale: può essere una bambina, un'adulta o una persona anziana. Ognuno può riconoscersi in lei.
Il tuo mondo fonde colori, poesia e immaginazione. Da dove trai ispirazione?
Traggo molta ispirazione dal luogo in cui dipingo: la sua storia, la sua architettura, il suo quartiere e le persone che ci vivono. Anche le interazioni con i residenti, soprattutto con i bambini, arricchiscono notevolmente il mio lavoro. Possono darmi idee, suggerirmi parole da inserire nei capelli dei personaggi o semplicemente condividere la loro prospettiva sul murale. Per Calais, l'ambiente circostante è stato una guida fondamentale. Il muro si trova vicino a un parco giochi e volevo portare colore in questo quartiere, creando al contempo un'opera che potesse parlare ai bambini.
©Stéphane Ribeiro Da Ascencao Come hai immaginato il tuo murale in Rue Edgar Quinet a Calais?
Ho scelto di raffigurare una bambina che offre un fiore agli abitanti del quartiere. Dato che in questa zona vivono molti bambini, volevo creare un personaggio che potesse dialogare con loro. Questo murale veicola anche un messaggio per me particolarmente importante: dimostrare che le donne hanno il loro giusto posto nelle professioni artistiche e negli spazi pubblici.
Quando le persone mi vedono lavorare su una piattaforma, molte si aspettano ancora di vedere un uomo. Mi piace l'idea che le giovani donne possano pensare: "Posso fare anch'io questo lavoro". Ho anche inserito alcuni riferimenti a Calais, in particolare al pizzo, per creare un legame con l'identità della città. La street art crea un rapporto speciale con la gente del posto.
Come vivi questi incontri?
È proprio questo che rende la street art così speciale: lo scambio diretto con gli abitanti del luogo.
A differenza di un lavoro svolto in studio, qui le persone possono assistere all'evoluzione del murale dall'inizio alla fine. Scoprono il tempo, la precisione e il lavoro necessari per creare un'opera monumentale.
A Calais ho ricevuto un'accoglienza calorosa. Gli abitanti del posto sono venuti a parlare con me, mi hanno mostrato piccoli segni di apprezzamento e i bambini mi hanno fatto dei regali. In cambio, ho dato loro delle cartoline autografate.
Questi incontri sono parte integrante del mio lavoro: un murale non è solo un dipinto su un muro, diventa un legame tra le persone e un luogo.
Rémi Tournier: Realismo in ambiente urbano
"Mi piace creare un gioco di lettura e dipingere storie umane."
Rémi Tournier, pittore figurativo originario del sud-ovest della Francia, sviluppa un universo all'incrocio tra pittura realistica e arte urbana. Ex artista di graffiti, ora usa il pennello per dare vita a scene semplici, ricche di significato ed emozione.
Il tuo dipinto si colloca all'incrocio tra realismo e arte urbana. Come definiresti il tuo mondo?
Sono un pittore figurativo con uno stile piuttosto realistico, ma dipingo con il pennello. Questo mi permette una maggiore libertà nell'uso del colore e un rapporto diverso con la superficie. Con il pennello, si entra in contatto diretto con la texture del muro, il che conferisce all'opera un aspetto più vibrante e grezzo.
Perché hai scelto di mettere in risalto scene di vita quotidiana?
Lavoro principalmente a partire dalle mie fotografie. Mi piace osservare ciò che mi circonda, notare i dettagli della vita quotidiana e mettere in risalto le cose semplici che spesso passano inosservate. Può trattarsi di una persona, di una scena di strada o persino di una composizione di oggetti. Ma dietro ogni immagine c'è sempre una storia umana da raccontare. Mi piace creare un'interpretazione ludica: a prima vista si scopre un'immagine, poi gradualmente si comprende che essa veicola un messaggio o una riflessione più profonda.
©Stéphane Ribeiro Da Ascencao Che ruolo riveste l'incontro con i residenti locali nel tuo lavoro?
Il significato è fondamentale nel mio lavoro. Mi piace creare opere che offrano spunti di riflessione. Il titolo, e poi il testo che accompagna il murale, permettono agli spettatori di comprendere ciò che volevo comunicare. Dopodiché, ognuno è libero di dare la propria interpretazione. Per me, dipingere murales è anche un modo meraviglioso per promuovere il dialogo. A Calais, gli abitanti mi hanno dato moltissimo. In pochi giorni, ho imparato a conoscere le persone del quartiere, le loro storie e le loro abitudini. È uno scambio continuo: io porto un'opera d'arte agli abitanti, ma loro mi offrono anche una comprensione più profonda del luogo e di com'è la vita lì. È questa dimensione umana che rende la pittura di strada così particolarmente arricchente.
Quale storia racconta il tuo murale "Coro", realizzato in rue Michel Ange a Calais?
Questo murale raffigura una composizione di vasi di terracotta. L'idea iniziale era quella di creare un collegamento con i materiali presenti a Calais. La terracotta e i mattoni hanno contribuito a costruire l'identità architettonica della città. Dopo la distruzione causata dalle guerre e la successiva ricostruzione con materiali più moderni, ho voluto riportare in auge questo materiale originario in una forma trasformata.
Il titolo "Coro" rimanda anche all'idea di un insieme composto da diversi elementi. Come in un coro musicale, dove diverse voci creano un'armonia comune, ogni elemento di questa composizione contribuisce all'equilibrio finale.